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FALLIMENTO BANCA POPOLARE DI VICENZA

DECISIONI FINALI

a seguito della riunione con i truffati del 17 luglio scorso,  sono state decise le azioni da intraprendere ovvero l'avvio dell'insinuazione al passivo della Banca . Fermo restando le 450 denunce querele depositate alla Procura della Repubblica per aggiotaggio e truffa, di cui si attende l'emissione dei relativi provvedimenti,  civilmente la via dell'insinuazione per ora rimane l'unica via all'investitore frodato. Purtroppo sono anche stati affrontati i rischi che l'insinuazione al passivo riserva, non essendo l'investimento un credito da poter vantare con conseguente rischio di rigetto dell'istanza da parte del liquidatore. (le azioni non sono un credito fallimentare) Il successivo passo nel caso,  potrebbe essere quella di avviare una vera e propria causa civile al Tribunale per farsi riconoscere il diritto al risarcimento del danno ottenendo un rifusione dall'attivo che in sede di liquidazione potrebbe emergere. Un percorso arduo ma che non trova altra soluzione.

Sono anche in valutazione l'incostituzionalità del decreto n.99/17 che ha determinato il fallimento.

lE RICHIESTE DI ADESIONE SONO ACCETTATE DALLA SEGRETERIA FINO A LUNEDì 17 LUGLIO.

Un ringraziamento va alla Regione Veneto al Presidente Zaia e all'Assessore al sociale Emanuela LANZARIN che hanno fornito un apporto concreto ai risparmiatori con reddito sotto i 28.000 euro e i possessori di sola prima abitazione fornendo un contributo per le spese legali.

Le scadenze per l'adesione al Tribunale fallimentare scadono il 24 agosto .