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FATTURE SERVIZI 28 GIORNI

FATTURE A 28 GIORNI GESTORI SANZIONATI DALL'AUTORITY

Da qualche mese i principali operatori della telefonia hanno modificato la periodicità nell’invio delle bollette: la fatturazione non è più mensile, ma settimanale, in pratica hanno deciso di inviare una bolletta ogni 28 giorni. Ciò significa che le mensilità diventano 13 e non più 12, comportando un aggravio delle tariffe in media dell’8,6%.

Per rispondere alle migliaia di lamentele che sono arrivate ai nostri sportelli, l’Unione Nazionale Consumatori la lanciato la campagna #nofattura28giorniRicostruiamo intanto che cosa è successo.

LA MODIFICA DEI PIANI TARIFFARI

Le problematiche connesse alla modifica dei piani tariffari o delle condizioni contrattuali sottoscritte dai clienti sono tra le più diffuse: secondo quanto conferma la stessa Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, il 20% delle segnalazioni ricevute nel 2016 da Agcom ha riguardato proprio questo settore e i reclami sono aumentati di quasi 10 volte rispetto al 2015. Un triste primato, un vero bollettino di guerra, come abbiamo dichiarato nel nostro comunicato dell’11 luglio 2017. Come scrive l’Authority nella sua relazione annuale: “oltre a rappresentare l’effetto di mercati concorrenziali altamente concentrati (i primi tre operatori gestiscono oltre l’80% della domanda di servizi di telefonia fissa e mobile), il fenomeno evidenzia problematiche in termini di non esaustività e scorrettezza delle informazioni, mancanza di trasparenza e asimmetria tra contraenti”. 

D’altro canto, è recentemente intervenuta anche l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato che, nel mese di Agosto, ha  condannato Wind per aver scorrettamente imposto condizioni illecite a chi voleva esercitare il diritto di recesso.

L’AGCOM E LA DIFFERENZA TRA TELEFONIA FISSA E MOBILE

Grazie all’interessamento della nostra organizzazione, AGCOM era già intervenuta il 24 marzo 2017 con una delibera nella quale si stabiliva che per la telefonia fissa il criterio della fatturazione doveva essere il mese, mentre per la telefonia mobile la cadenza della fatturazione non poteva essere inferiore a 28 giorni. L’associazione che rappresenta le compagnie telefoniche Asstel, è subito intervenuta, dichiarando che la delibera era del tutto priva di basi giuridiche di riferimento, non avendo AGCOM, a loro dire, il potere di disciplinare il contenuto dei rapporti contrattuali fra operatori e clienti, quale ad esempio la durata di rinnovo e dei cicli di fatturazione, ma potendo solo intervenire in materia di trasparenza informativa, annunciando di voler tutelare i diritti delle aziende nelle sedi più opportune, ripristinando il diritto degli operatori al libero esercizio dell’attività di impresa.

Una tesi bizzarra, considerato che l’intervento di AGCOM, a nostro avviso del tutto legittimo, mira proprio ad una maggiore trasparenza informativa; d’altronde lo spiega la stessa Autorità che vede nella fatturazione a 4 settimane un vizio di trasparenza, sostenendo che  se può essere accertata nella telefonia mobile (dove il 76% del traffico è prepagato), invece nel fisso il pagamento con addebito diretto su conto corrente bancario con il Rid rende difficoltoso per il consumatore comprendere gli aumenti.

Libertà di impresa, poi, non significa poter fare contratti a proprio piacimento, senza alcuna regola certa, tanto più se consideriamo che si tratta di contratti per adesione, con evidenti disparità tra utente e fornitore dove è quest’ultimo a fissare unilateralmente le clausole contrattuali.

COSA STA FACENDO L’UNIONE NAZIONALE CONSUMATORI

L’Unione nazionale Consumatori è prontamente intervenuta  presentando un esposto all’Autorità delle Comunicazioni chiedendo di “adottare una regolamentazione urgente che preveda, nel caso di offerte bundle (internet, telefono e pay tv), che la cadenza di rinnovo e fatturazione vada individuata nel mese, quale periodo temporale minimo, per consentire all’utente di avere una corretta e trasparente informazione sui consumi fatturati“.

In pratica, abbiamo chiesto di integrare la delibera del mese di marzo, che si limitava a disciplinare la sola telefonia, fissa e mobile, inserendo anche le rete televisive e le offerte miste.

Tuttavia dalla delibera dell’Agcom di Marzo le cose non sono per niente migliorate, anzi… Anche Sky, infatti, ha pensato bene di fatturare, a partire dal 1° ottobre, ogni 28 giorni invece che una volta al mese, e, per di più, lo ha fatto pure per le offerte miste che nel pacchetto includono, oltre alla tv, anche il telefono fisso ed internet, come quelle con Fastweb o con Tim. Mediaset Premium ha subito lanciato un’iniziativa omologa!

Per questo, con segnalazioni depositate nel corso del mese di settembre 2017, l’Unione Nazionale Consumatori ha richiesto l’intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato per valutare il comportamento di Sky Italia e Mediaset Premium, anche perché (secondo quanto ci segnalano gli stessi consumatori) sarebbero state attuate pratiche volte a rendere difficoltoso il recesso di quei consumatori che hanno deciso di sciogliersi dal contratto una volta ricevuta la comunicazione della nuova periodicità della fatturazione. Per contestare questa richiesta illegittima scarica il modulo.

GLI ULTIMI SVILUPPI

La delibera dell’Autorità delle Comunicazioni del 24 marzo dava un termine di 90 giorni per adeguarsi alle nuove regole per la telefonia fissa (fatturazione mensile e non a 28 giorni), abbondantemente passati, ma gli operatori telefonici l’hanno disattesa. L’Agcom il 14 settembre ha, quindi, comunicato di aver avviato “procedimenti sanzionatori nei confronti degli operatori telefonici Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb per il mancato rispetto delle disposizioni relative alla cadenza delle fatturazioni e dei rinnovi delle offerte di comunicazioni elettroniche“, ricordando di aver stabilito che per la telefonia fissa l’unità temporale per la cadenza delle fatturazioni doveva avere come base il mese o suoi multipli. “Al termine delle verifiche effettuate da Agcom – prosegue il comunicato – è risultato che gli operatori menzionati non hanno ottemperato alla delibera dell’Autorità. Agcom sta inoltre valutando l’adozione di ulteriori iniziative, anche per evitare che le condotte dei principali operatori di telecomunicazioni possano causare un effetto di “trascinamento” verso altri settori, caratterizzati dalle stesse modalità di fruizione dei servizi“.

Ottima notizia ed una vittoria per chi, come l’Unione Nazionale Consumatori, si è battuto su questo sopruso. La speranza, ora, è che le sanzioni siano esemplari, dato che non è tollerabile che si possano violare impunemente le delibere delle Authority.

PERCHE’ E’ NECESSARIO UN INTERVENTO NORMATIVO?

Grazie anche al nostro interessamento le istituzioni si stanno mobilitando: Alessia Morani, vice-presidente del gruppo del Pd alla Camera, e l’europarlamentare Pina Picierno hanno dichiarato che è una priorità bloccare la cattiva pratica delle compagnie telefoniche e anche delle pay-tv di inviare le bollette ogni 28 giorni, in modo da mascherare un aumento delle tariffe!

Il 13 settembre, il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Anna Finocchiaro, replicando al question time, in relazione alla modifica della fatturazione dal mese ai 28 giorni attuata dalle compagnie telefoniche e televisive, ha dichiarato che il Governo sta valutando un apposito intervento normativo a supporto.

Speriamo che l’intervento normativo annunciato dal Governo possa bloccare la fattura a 28 giorni, per tutti, telefonia fissa, mobile e televisioni, ma anche rafforzare i poteri delle Authority, prevedendo che le multe debbano essere sempre superiori all’illecito guadagno ottenuto con pratiche commerciali scorrette o in violazioni delle delibere delle autorità di regolazione.

Intervistato dal Corriere della Sera, Massimiliano Dona, il Presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, ha dichiarato che questo diffuso atteggiamento delle imprese, proprio quelle che nella pubblicità si dichiarano vicine ai clienti, è una lampante manifestazione di quella “cattiva etica d’impresa che sta prendendo piede”.

COME COMPORTARSI ADESSO

Tutti quei consumatori che hanno cominciato a ricevere fatture a 28 giorni per la telefonia fissa o per la Pay-tv devono sapere che la legge prevede la facoltà di recedere dal contratto, sciogliendosi dal rapporto con il proprio fornitore. A seconda di come è stato stipulato il contratto lo si può fare gratuitamente inviando una email di “recesso per modifica unilaterale” entro 30 giorni dalla comunicazione di modifica. 

Insieme al recesso, si può inviare un reclamo con richiesta di rimborso di quanto versato illegalmente in più per ogni bolletta a 28 giorni inviata dal gestore: in caso di mancato riscontro entro 30 giorni o di risposta negativa al rimborso l’Unione Nazionale Consumatori è disponibile a supportare i cittadini nell’accesso alla conciliazione presso i Corecom per ottenere indennizzi.

I consumatori che vogliono disdire i contratti e hanno bisogno di assistenza, possono contattare i nostri esperti scrivendo all’indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. inserendo come oggetto “Fatturazione a 28 giorni“.

LA NOSTRA CAMPAGNA #NOFATTURA28GIORNI

Da qualche giorno per fronteggiare questa emergenza, l’Unione Nazionale Consumatori ha promosso la campagna #nofattura28giorni. 

E’ necessaria una mobilitazione di tutti i consumatori che intendono opporsi a questi aumenti tariffari camuffati: chiediamo un intervento del legislatore perché sia stabilito che, nel campo delle telecomunicazioni, la fatturazione sia obbligatoriamente mensile per la telefonia fissa ma anche per quella mobile e pay-tv.

Insomma, bisogna attivarsi tutti insieme perché in questo Paese si cominci, a suon di sanzioni, a rispettare, finalmente, i già pochi ed insufficienti diritti che la legge riconosce ai consumatori.

Aderisci alla nostra campagna #nofattura28giorni 

Autore: Simona Volpe
Data: 27 settembre 2017