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Truffe

Truffe
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Il consumatore è oggi più informato ed attento rispetto al passato, ma - come è noto - la fantasia dei truffatori supera di gran lunga i buoni propositi del legislatore o di chi si occupa di tutelare il cittadino. Può capitare di essere vittima di frodi e raggiri. Il bersaglio primario dei truffatori sono gli anziani, ma spesso a “cadere nella trappola” sono anche giovani in cerca di lavoro o consumatori ingenui che vengono abbindolati.

In questa sezione si trovano notizie sui trucchi utilizzati più di frequente dagli impostori e consigli utili su come evitare di essere raggirati, tenendo gli occhi sempre bene aperti.

 

Privacy

Privacy
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Per “Privacy” si intende comunemente il diritto della persona di impedire che le informazioni che la riguardano vengano trattate da altri, a meno che il soggetto non abbia volontariamente prestato il proprio consenso. Con l’avvento di molte nuove tecnologie il confine tra pubblico e privato si è assottigliato notevolmente creando dei conflitti in cui è spesso molto complicato stabilire dove finisce il buon senso e inizia la norma. Il decreto legislativo 196 del 30 giugno 2003 è il primo tentativo di disciplinare l’argomento: i vari settori di cui si occupa però la legge (sanità, lavoro, pubblica amministrazione, telecomunicazioni solo per citarne alcuni) non possono riassumere l’immensa casistica che negli ultimi anni abbiamo dovuto affrontare. Questa sezione è dedicata agli abusi, o presunti tali, che possono accadere nella “società del grande fratello” ; una parte è dedicata alle situazioni tradizionali in cui il “curiosone” è il vicino di casa e gli illeciti avvengono per posta o in conversazioni telefoniche ad esempio. C’è poi una sezione per le nuove tecnologie, Internet in primis e un riferimento alla legislazione vigente.

Leggi la pagina della FAQ dedicata alla "Privacy" per avere una risposta alle domande più frequenti.

Se nelle FAQ non è presente ciò che si sta cercando, è attivo il nostro Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

Europa

Europa
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L’Europa, così come la conosciamo oggi, sembra essersi preoccupata da sempre degli interessi dei consumatori. Per la verità non è così ed è solo grazie all’attività di impulso delle prime organizzazioni rappresentative dei cittadini che, accanto agli interventi tendenti a facilitare i traffici all’interno del mercato interno, nacque e si sviluppò una reale l’attenzione per i consumatori.

La nostra Unione fu promotrice dei primi incontri delle rappresentanze dei consumatori europei e, allorché si decise di dar vita alla prima associazione di consumatori europea, l’Unione Nazionale Consumatori fu tra i fondatori. Nasceva così, il 6 marzo 1962, il Bureau Européen des Unions de Consommateurs (BEUC.org) che è tuttora la più ampia rappresentanza a livello europeo.

 In 50 anni l'Europa è cambiata, il mondo è cambiato. Oggi più che mai, in un mondo globalizzato in costante mutamento, l'Europa è chiamata ad affrontare nuove sfide. La globalizzazione dell'economia, l'evoluzione demografica, i cambiamenti climatici, l'approvvigionamento energetico, per non parlare delle nuove minacce che gravano sulla sicurezza, sono i grandi temi con i quali l'Europa del XXI secolo deve misurarsi.

Gli Stati membri non sono più in grado di affrontare da soli tutte queste nuove problematiche che non conoscono frontiere. Per farvi fronte e rispondere alle preoccupazioni dei cittadini serve uno sforzo collettivo a livello europeo. Tuttavia, per poter fronteggiare queste sfide l'Europa deve modernizzarsi. Deve disporre di strumenti efficaci e coerenti che siano adatti non soltanto al funzionamento di un'Unione europea recentemente passata da 15 a 27 Stati membri, ma anche alle rapide trasformazioni del mondo attuale. Le regole di vita comune, stabilite dai trattati, vanno perciò rinnovate.

È questo l'obiettivo del trattato firmato a Lisbona il 13 dicembre 2007 (http://europa.eu/lisbon_treaty/full_text/index_it.htm). Tenendo conto delle evoluzioni politiche, economiche e sociali e volendo rispondere alle aspirazioni degli europei, i capi di Stato e di governo hanno convenuto nuove regole che disciplinano la portata e le modalità della futura azione dell'Unione. Il trattato di Lisbona consentirà pertanto di adeguare le istituzioni europee e i loro metodi di lavoro, di rafforzare la legittimità democratica dell'Unione e di consolidare i valori fondamentali che ne sono alla base.

A norma dell’articolo 6 del trattato di Lisbona, "il […] trattato entra in vigore il 1° gennaio 2009, se tutti gli strumenti di ratifica sono stati depositati, altrimenti, il primo giorno del mese successivo all'avvenuto deposito dello strumento di ratifica da parte dello Stato firmatario che procede per ultimo a tale formalità." Ad oggi, 26 Stati membri hanno approvato il trattato e 23 hanno depositato a Roma i loro strumenti di ratifica.

Vai alla pagina della Politica Europea per i Consumatori

 

Multe

Multe
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Le sanzioni amministrative (in particolare quelle registrate agli automobilisti per violazioni al Codice della Strada) svolgono l'importante funzione di assicurare il rispetto delle regole e di scoraggiare comportamenti scorretti idonei a mettere in pericolo la sicurezza degli utenti della strada.

Tuttavia, in particolare negli ultimi anni, queste sanzioni sono fonte di frequente contenzioso in parte ascrivibile alla negligenza di alcune pubbliche amministrazioni nella gestione di una così importante funzione: se le multe "giuste" assolvono - come detto - ad una funzione sociale importante, quelle "ingiuste" sono un preoccupante segno di inciviltà. Molti automobilisti, ad esempio, si vedono recapitare cartelle esattoriali per multe già pagate o annullate dal Giudice di Pace. E non sempre le contravvenzioni che sono elevate ai cittadini sono legittime: notificate in ritardo o irregolarmente possono essere impugnate dai cittadini. 

In questa sezione sono indicate le possibili modalità di ricorso e i diversi percorsi a disposizione dei cittadini  per impugnare multe e cartelle "pazze".

 

Codice consumo

Codice del consumo
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In data 23 ottobre 2005 è entrato in vigore il Codice del consumo. Si tratta del Decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 recante il riassetto della normativa posta a tutela del consumatore, che si compone di 146 articoli (diventati 170 dopo le modifiche del 2007), ed è frutto del lavoro di una commissione istituita presso il Ministero dello Sviluppo economico, in forza della delega contenuta nell’art. 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229 (legge di semplificazione).

L’approvazione del Codice segna una pietra miliare nella tutela dei consumatori italiani soprattutto per la rilevanza che il nuovo “ordinamento” assume in termini di politica del diritto: come è noto, la disciplina dei rapporti di consumo era rimessa alla legislazione di settore piovuta in modo disorganizzato, per lo più come recepimento (non sempre adeguatamente meditato) delle direttive comunitarie. Su questo scenario interviene l’opera di riassetto che assume come filo conduttore le fasi del rapporto di consumo, dalla pubblicità alla corretta informazione, dal contratto, alla sicurezza dei prodotti, fino all’accesso alla giustizia e alle associazioni di tutela.

Con l’introduzione dell’art. 140-bis, il Codice si arricchisce dell’ “azione di classe”, cioè della procedura dinanzi al Tribunale finalizzata all’ottenimento del risarcimento del danno in capo a ciascun componente del gruppo di consumatori danneggiati da un medesimo fatto.

Scarica il testo del "Codice del Consumo" ( pdf - 3,3 Mb)

About the Italian Consumer Code