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semaforo marostica

Sono giunte di recente numerose segnalazioni di utenti che risultano essere stati sanzionati durante l’attraversamento dell’impianto semaforico in oggetto con l’emissione di verbali di contestazione ai sensi dell’art. 146 3° c. per passaggio con il semaforo rosso all'ncrocio del Comune di Marostica via Stazione.  Tutti sanno che l'impianto deve essere dotato di progetto di fattibilità per la durata della luce gialla . Siamo in attesa che il comune ci esibisca le carte richieste.

CASO DEL FALSO GINECOLOGO STAMPINI ANDREA

 

E’ di questi giorni l’acceso scontro con la ASL di Trento e questa Associazione di Consumatori che si rifiuta di fornire documentazione riguardante il falso ginecologo STAMPINI che avrebbe lavorato prima come primario e poi come medico ginecologo presso le strutture di Riva del Garda e Bassano del Grappa.

Il rifiuto di consegnare la documentazione in relazione all’interesse pubblico risultante dal caso in questione è indubbio e nessuna giustificazione può trovare la ASL nel rifiutare l’accesso agli atti asserendo pretestuosamente che l’interesse è relativo solamente a pazienti del veneto anziché del Trentino. Una scivolata su “una classica buccia di banana” con cui l’ASL di Trento è caduta, rifiutando la collaborazione, e che riteniamo porterà a spiacevoli conseguenze sul piano penale e civilistico della dirigenza.

La cosa ha dell’incredibile visto che per anni nessuno si era mai accorto della mancanza dei titoli dello STAMPINI e in particolare dopo che lo stesso è stato nominato primario dell’Ospedale di Riva del Garda.
Numerose sono le pazienti e i congiunti di pazienti deceduti che sono rivolti a questa associazione per essere tutelati ora negli ultimi giorni anche dal Trentino, per fare chiarezza su tutta questa sconcertante vicenda.
Viene presentato esposto penale alla procura della Repubblica e alla Corte dei conti perché siano verificate le responsabilità dell’ENTE sanitario Trentino e dell’eventuale danno erariale subito in seguito all’assunzione dello STAMPINI.
Lo STAMPINI faceva il ginecologo e non il “pasticcere o il commercialista”, per la sua peculiare attività metteva le mani addosso alle persone e nelle parti intime per cui si dovrà fare chiarezza sulle responsabilità anche per quelle famiglie che hanno perso un congiunto sotto i ferri del falso medico.
Chiunque abbia avuto rapporti professionali con il predetto falso ginecologo può rivolgersi a questa associazione per essere tutelato.

 

Sentenza contro ENI Gas

QUANDO IL GESTORE DEL GAS CHIEDE PAGAMENTI NON DOVUTI

ENI GAS POWER RICHIEDE IN PAGAMENTO FATTURE GIA’ SALDATE DALL’UTENTE CONDANNATA PER LITE TEMERARIA http://st.ilfattoquotidiano.it/wp-content/uploads/2013/11/bollette.jpg

Il Giudice di Pace di Bassano del Grappa AVV. Elisabetta BASTIANON, con sentenza nr. 392/15 del 10 settembre scorso ha condannato la società ENI GAS & POWER al pagamento in favore di un utente Di Bassano del Grappa di euro 300 per lite temeraria e euro 400 di spese di lite.

La somma di per se non appare eclatante per un gestore come ENI GAS, ma è importante per questa Associazione, che la sentenza emessa abbia dato un segnale ai gestori di servizio che a volte la giustizia funziona e che non è possibile sollecitare pagamenti di fatture di consumi arretrati già pagati dal consumatore nonostante il gestore si sia reso conto che quanto richiesto non era dovuto. La vertenza nasce da diversi solleciti effettuati dal gestore ad una utente Bassanese, il quale dopo aver dimostrato bollette alla mano di aver pagato euro 930,82 di presunti insoluti e non avere alcuna pendenza, si vede notificare un decreto ingiuntivo a cui venivano richiesti oltre ad interessi, anche spese legali per un totale di euro 1.202,32.   Il consumatore  dopo aver richiesto assistenza a questa associazione, si costituiva in giudizio ottenendo giustizia. L’aspetto più grave e sconcertante della vicenda e che diverrà, anche oggetto di ulteriore segnalazione all’Autorità Garante per la concorrenza e il Mercato, è che nonostante prima dell’udienza fosse stata dimostrata la regolarità dei pagamenti dell’utente, ENI GAS POWER ha continuato ad esigere le somme NON dovute anche davanti al giudice, costituendosi con il proprio legale, motivando la pretesa con ipotetiche somme a conguaglio reclamate ma mai documentate.

Anche per questo motivo è stata determinata dal Giudice la condanna per temerarietà della causa, applicando anche se raramente in questi casi, l’art. 96 cpc , che seppur leggera, (solo 300 euro), mette però in evidenzia la necessità  da parte dei gestori di porre maggiore attenzione sulle pretese nei confronti degli utenti, già peraltro ampiamente gravati di costi e spese per i servizi energetici tra l’altro molto più cari da noi che nel resto dell’Europa.

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