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SMARRIMENTO BAGAGLIO ALITALIA

PASSEGGERO VINCE CAUSA CONTRO ALITALIA

INVITATO AD UN RICEVIMENTO DALLA REGINA

DI GIORDANIA SMARRISCONO IL BAGAGLIO

E OFFRONO 50 EURO DI INDENNIZZO.

 

Con sentenza nr. 358/14 del 13 giugno scorso, IL Giudice di Pace DI Bassano del Grappa, Elisabetta Bastianon ha condannato la compagnia aerea Alitalia a risarcire un passeggero di Loria (TV) che si era rivolto a questa Unione nazionale consumatori, dopo che si era visto offrire un irrisorio indennizzo per la perdita del proprio bagaglio. Il fatto risale all’8 luglio dello scorso anno dove il sig.  P.G.  Partito da Venezia per Amman via Roma fiumicino, invitato ad un ricevimento con la Regina di Giordania,  giunto a destinazione constatava che il bagaglio era stato smarrito. Il predetto, dopo una lunga attesa, si vedeva allora costretto ad acquistare i beni di prima necessità e un vestito adatto all’evento cui era stato invitato con una spesa di euro  642.   Solo al rientro in Italia all’aeroporto di fiumicino, Il bagaglio gli sarebbe stato riconsegnato dopo che questo aveva girovagato per il mondo. Nessuna offerta concreta sarebbe stata fatta al consumatore in via conciliativa al fine di rifondere il danno e il disagio subito, nonostante i plurimi tentativi di questa UNC di trovare una soluzione bonaria alla vertenza, vedendosi offrire scandalosamente  da una operatrice di Alitalia solamente 50 euro per il disagio patito. Con Ricorso presentato da questa UNC al Giudice di Pace il sig. P.G. ha ottenuto giustizia vedendosi riconoscere un risarcimento di euro 942 oltre alla condanna al pagamento di 400 euro di spese di giudizio. La cosa più sconcertante e che ci lascia stupefatti e che l’ALITALIA, al fine di scoraggiare il consumatore,  si costituiva al dibattimento con ben tre avvocati, due di Roma e uno di Bassano del Grappa e non vogliamo neppure immaginare con quali costi, visto le disastrose condizioni economiche in cui versa attualmente la ns. compagnia di bandiera in fase di fusione con una compagnia Araba. Una vittoria del consumatore ma soprattutto della giustizia.  Per questa vicenda sarà inoltrato ulteriore esposto all’Antitrust per comprendere il comportamento commerciale tenuto dalla compagnia nella vicenda.

CANONE RAI TV

IL CANONE RAI TV QUANDO SI DEVE PAGARE

Chiunque detenga uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione di trasmissioni radiotelevisive deve pagare il canone TV. Trattandosi di un'imposta sulla detenzione dell'apparecchio, il canone deve essere pagato indipendentemente dall'uso del televisore o dalla scelta delle emittenti televisive. Il canone TV per uso privato è unico ­annuale-e copre tutti gli apparecchi detenuti dal titolare nella propria residenza o in abitazioni secondarie, o da altri membri del nucleo familiare risultante dallo stato di famiglia.

Devono ritenersi assoggettabili a canone tutte le apparecchiature munite di sintonizzatore per la ricezione del segnale (terrestre o satellitare) di radiodiffusione dall'antenna radiotelevisiva. Ne consegue ad esempio che i personal computer, anche collegati in rete (digitai signage o simili), se consentono l'ascolto ejo la visione dei programmi radiotelevisivi via Internet e non attraverso la ricezione del segnale terrestre o satellitare, non sono assoggettabili a canone. Per contro, un apparecchio originariamente munito di sintonizzatore -come tipicamente un televisore-rimane soggetto a canone anche sesuccessivamente privato del sintonizzatore stesso (ad esempio perché lo si intende utilizzare solo per la visione di DVD). Non sono considerate apparecchiature atte o adattabili alla ricezione di programmi televisivi e dunque non comportano il pagamento del

canone:

                  PC senza sintonizzatore TV;

                  monitor per computer;

                  casse acustiche;

                  videocitofono.

 Sono esenti dal pagamento del canone RAI:

                  i rivenditori ed i riparatori di televisori, per gli apparecchi collocati nei propri negozi o laboratori;

                  detentori di apparecchi radio;

                    le persone con età pari o superiore a 75 anni, ed un reddito dei coniugi non superiore ad € 6.713,98 (per i soli apparecchi collocati nella abitazione di residenza);

                  i militari appartenenti alle Forze militari italiane e NATO di stanza in Italia, limitatamente agli apparecchi usati in caserme, ospedali militari, ecc;

                  il personale diplomatico, all'interno di Ambasciate e Consolati.

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